STUDIO FOTOGRAFICO

La nostra prima macchina fotografica digitale è stata una modesta Canon Power Shot A300 (3.2 MegaPixel). Dal novembre 2007 è stata sostituita da una FinePix F20 Fujifilm, che abbiamo cercato di sfruttare il più possibile fino al prossimo step evolutivo.



Per non usare il flash che rende il modello lucido e falsa troppo i colori, meglio impegnarsi sui dovuti settaggi di messa a fuoco (funzione macro) ed esposizione luce.
E' ottimale una forte fonte luminosa ed un buon colore di sfondo (tipo un cartoncino) che sia opaco e non riflettente: buoni il verde, celeste e grigio, attenzione all'uso di bianco (respingente) e nero (catalizzatore) o texture con motivi complessi.

Il nostro mini-studio fotografico è allestito come segue:
  • Struttura rigida in polipropilene richiudibile a libretto.
  • Sfondo cartonato fissato con piccoli magneti (articolo su supermagnete.de).
  • Due lampade da tavolo laterali da 140w (30w a risparmio energetico) e 5000 Kelvin (luce naturale del giorno) con paralume schermato in rivestimento di nylon bianco.
  • Due superfici riflettenti (cartoncini ricoperti di carta d'alluminio) agli angoli posteriori per non far disperdere la luce.
  • Modello posizionato circa al centro del piano e dietro la linea delle luci, preferibilmente sopra un rialzo acrilico trasparente che favorirà la giusta inclinazione dell'inquadratura ed un riflesso luminoso sottostante.
  • Nessun ritocco grafico è necessario, salvo eventualmente solo una regolazione su "luci/ombre" di Photoshop per ristabilire parte della luminosità persa dalla fotocamera digitale.

N.B. In alternativa per soggetti fuori misura a campo aperto, può essere necessario un faro da 500w (o corrispettiva a risparmio energetico) con cavalletto a circa 2 metri di altezza.

Infine qualche confronto per capire come può cambiare il risultato finale di una foto: a sinistra scattata con faretti da 50w non schermati e a luce gialla, mentre a destra col nuovo sistema sopra descritto.

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